Genova Circolare: dalla gestione dei rifiuti a un modello di sviluppo condiviso

15 Gennaio 2026

Trasformare i rifiuti in risorsa non è solo una questione tecnica, ma una scelta di visione, che riguarda il modo in cui una città progetta il proprio futuro.

È questo il messaggio emerso dal convegno “Genova Circolare – Le 4R: da rifiuto a risorsa”, che si è svolto questa mattina nella sede di Fondazione Carige, a Palazzo Doria Carcassi, con il coinvolgimento di AMIU Genova e del Comune di Genova.

Un appuntamento pensato per fare il punto sulle esperienze già attive sul territorio e, soprattutto, per delineare un percorso comune capace di andare oltre gli slogan e costruire un modello di economia circolare concreto, misurabile e condiviso.
Nel corso della mattinata si sono alternati contributi istituzionali e tecnici dedicati alla riduzione dei rifiuti, al riuso, al riciclo e al recupero, con il coinvolgimento dei consorzi di filiera e di esperti nazionali di economia circolare. Un confronto che ha messo in evidenza come la gestione dei rifiuti non possa più essere letta come un problema da risolvere, ma come una leva ambientale, economica e sociale.

A chiudere i lavori è stato il Direttore Generale di AMIU, Roberto Spera, che ha riportato il tema dell’economia circolare dentro una cornice più ampia, fatta di responsabilità diffuse e scelte progettuali.
«Genova Circolare nasce da una collaborazione strutturata tra AMIU e Fondazione Carige, che mette insieme competenze tecniche e investimento culturale. Come AMIU abbiamo progettato un percorso educativo che accompagna gli studenti nella comprensione dell’economia circolare e del valore economico e sociale della raccolta differenziata. Ma il ruolo dei cittadini, per quanto fondamentale, non basta da solo: è necessario che anche chi progetta e immette prodotti sul mercato si assuma la responsabilità di ripensare materiali, packaging e filiere in modo più efficiente e sostenibile».

Un passaggio chiave, che sposta l’attenzione dal semplice gesto del conferimento alla qualità delle scelte a monte, chiamando in causa produttori, imprese e sistema industriale. In questa direzione si inserisce anche il lavoro con i consorzi di filiera e il coinvolgimento della Commissione Giovani della Fondazione Carige, elementi che rafforzano un approccio integrato basato sulla qualità dell’informazione e sulla misurabilità dei risultati.
Il convegno ha ribadito infine il valore dell’educazione ambientale come strumento strutturale di cambiamento, a partire dalle nuove generazioni, nella convinzione che una città più sostenibile si costruisca nel tempo, con scelte coerenti, alleanze solide e una visione condivisa.