Quando l’economia circolare esce dall’aula

27 Marzo 2026

Questa mattina, nell’Aula San Salvatore di Genova, qualcosa ha funzionato. Non nel senso generico in cui si dice che un evento “è andato bene”.  Nel senso che studentesse e studenti

– con i loro docenti –  del Liceo Pertini, del Liceo Artistico Barabino e dell’Istituto Gastaldi–Abba hanno portato in sala risultati concreti dopo settimane di lavoro attento e entusiasta con i promotori del progetto, tra cui Università di Genova. Il progetto interreg SUPER_ECO – nato attorno al tema dell’economia circolare e dei centri del riuso – ha dimostrato un momento in cui è stato spiegato quanto è stato realizzato.

Le tre scuole hanno lavorato in modo diverso.

Il Pertini ha scelto la strada più inaspettata: ha prodotto proposte normative per i centri del riuso. Ragazzi che studiano le regole, le pesano, e poi ne propongono di nuove. È il tipo di lavoro che di solito si attribuisce agli adulti, ai tecnici, agli uffici. Loro lo hanno fatto a scuola, con i docenti, sul campo.

Il Barabino ha preso la stessa materia – il riuso, gli oggetti, il ciclo di vita delle cose – e l’ha attraversata con gli occhi di chi studia arte. Il riferimento alle Città invisibili di Calvino non è un ornamento: è una postura. Sostenibilità e immaginazione che si parlano, invece di ignorarsi.

Il Gastaldi–Abba è andato al nocciolo: riparare. Il Repair Café come esperienza diretta, le mani sugli oggetti, la soddisfazione di rimettere in funzione qualcosa che sembrava finito. È la forma più antica e più concreta di economia circolare, e rimane la più difficile da imitare.

A tenere insieme tutto questo – i diversi partner del progetto tra cui l’Università di Genova, AMIU Genova, i centri Surpluse, Assoutenti, le istituzioni come Città Metropolitana che hanno sostenuto il percorso senza limitarsi al patrocinio – c’è stata un’infrastruttura silenziosa ma necessaria perchè certe cose non si improvvisano.

Il punto, alla fine, è semplice: quando i ragazzi hanno gli strumenti, il tempo e qualcuno che ci crede davvero, non “partecipano” a un progetto. Lo costruiscono. E si vede.

C.Lup.