Una rete fantasma di oltre una tonnellata recuperata nei fondali di Genova: un intervento straordinario per il nostro mare.

04 Dicembre 2025

Una maxi rete fantasma da oltre una tonnellata è stata recuperata dai fondali al largo del porto di Genova al termine di un intervento subacqueo tra i più complessi mai realizzati nel Mar Ligure.

L’operazione, conclusa oggi, ha visto impegnati per dieci giornate consecutive 17 subacquei del Centro e del Nucleo Subacquei dei Carabinieri, affiancati dal supporto scientifico del WWF Italia e da AMIU Genova attraverso la società del gruppo Ge.AM per la gestione del materiale recuperato.

La rete, del peso di 1.100 chili, era impigliata nella struttura sommersa di una vecchia piattaforma petrolifera dismessa, tra i 4 e i 45 metri di profondità. Al suo interno sono stati trovati resti di diverse specie ittiche e coralli, segno evidente di come questi attrezzi continuino a intrappolare la fauna marina per anni. Per i subacquei si è trattato di un lavoro tecnicamente delicato: visibilità ridotta, correnti variabili e la necessità di sezionare la rete in più parti per poterla sollevare in sicurezza. Porzione dopo porzione, il materiale è stato issato a bordo delle motovedette che hanno affiancato le operazioni.

Una volta sbarcata, la rete è stata presa in carico da AMIU Genova, che la destinerà al recupero energetico, la soluzione più efficace per valorizzare materiali di questo tipo, spesso contaminati e non riciclabili attraverso le filiere tradizionali. «Il corretto trattamento di ciò che viene recuperato in mare chiude il cerchio di un’economia davvero sostenibile- sottolinea Tiziana Merlino, dirigente Transizione Digitale ed Ecologica AMIU – Questi interventi non sono simbolici: hanno un impatto reale sulla salute del mare».

Le cosiddette ghost gear sono oggi una delle minacce più sottovalutate ma più incisive per i nostri ecosistemi marini. Continuano a pescare, si degradano in microplastiche e impattano specie, habitat e filiere. Il progetto WWF Ghost Gear, finanziato dalla Fondazione Segre, lavora proprio su questo: mappare, recuperare e prevenire la dispersione di attrezzi da pesca abbandonati, coinvolgendo pescatori, comunità locali, realtà del riciclo e operatori del mare in Italia e Croazia.

S. O.