Sono spazi che hanno come finalità di ridurre la produzione di rifiuti da inviare a trattamento o smaltimento e favorire il riuso di materiali ed oggetti ancora riutilizzabili prolungandone il ciclo di vita.

Secondo le stime elaborate nel contesto del progetto FORCE, 20 punti vendita dell’usato gestiscono beni equivalenti a circa 53 tonnellate di ingombranti che significano 65.000 € risparmiati per il gestore dei rifiuti e quindi per la collettività.  

Favorire il riuso di materiali ed oggetti ancora riutilizzabili prolungandone il ciclo di vita, creare una struttura di sostegno per fasce sensibili della popolazione, rendendo disponibili beni usati ancora in condizioni di essere efficacemente utilizzati per gli usi, gli scopi e le finalità originari è l'obiettivo per la creazione dei centri per il riuso nel contesto urbano.

Glossario

Per comprendere meglio di cosa si intende è meglio conoscere i termini corretti.

  • bene usato: materiale o oggetto in buono stato e funzionante, suscettibile di riutilizzo diretto per gli usi e le finalità originari, salvo l’effettuazione di operazioni di pulizia e di piccole manutenzioni;
  • centro del riuso: locale o area presidiata allestiti per il ritiro, l’esposizione e la distribuzione, senza fini di lucro, di beni usati suscettibili di riutilizzo;
  • centro del riuso comunale: centro del riuso gestito da uno o più Comuni direttamente o indirettamente tramite specifica convezione con soggetti terzi;
  • centro di raccolta dei rifiuti urbani ed assimilati: area presidiata ed allestita, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, per l’attività di raccolta mediante raggruppamento differenziato dei rifiuti urbani per frazioni omogenee conferiti dai detentori per il trasporto agli impianti di recupero e trattamento;
  • conferitore: chiunque del territorio comunale o sovracomunale di competenza del centro del riuso consegni, a titolo gratuito, un bene usato integro e funzionante;
  • gestore del centro del riuso comunale: Comune/i o altro soggetto individuato dal Comune/i che gestisce il centro del riuso;
  • prevenzione: misure adottate prima che una sostanza, un materiale o un prodotto diventi rifiuto e che riducono: la quantità dei rifiuti, anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l’estensione del loro ciclo di vita; gli impatti negativi dei rifiuti prodotti sull’ambiente e la salute umana; il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti;
  • riutilizzo: qualsiasi operazione attraverso la quale prodotti o componenti che non sono rifiuti sono reimpiegati per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti;
  • utente: chiunque del territorio comunale o sovracomunale di competenza del centro del riuso ritiri un bene al fine del suo riutilizzo.

Cosa prevede la normativa

La direttiva europea 2008/98/CE pone quale azione prioritaria della gerarchia dei rifiuti la prevenzione attraverso la riduzione della produzione degli stessi. La normativa italiana di attuazione di tale principio è contenuta nella parte IV del D.Lgs. 152/2006, ed in particolare l’art.180 bis prevede che i Comuni promuovano iniziative dirette a favorire il riutilizzo dei prodotti ed a tal fine possano individuare appositi spazi per l’esposizione temporanea, al fine dello scambio tra privati, di beni usati e funzionanti direttamente idonei al riutilizzo. Il Programma di prevenzione della produzione dei rifiuti contenuto nel Piano regionale di gestione dei rifiuti, approvato con deliberazione dell’Assemblea legislativa n. 67 del 3 maggio 2016, prevede tra le misure di prevenzione la promozione dei centri del riuso.

La legge regionale n. 16 del 5 ottobre 2015 ha tra i propri obiettivi quello di attuare nella gestione dei rifiuti il rispetto della gerarchia prevista dalla direttiva europea 2008/98/CE. Per il raggiungimento di tale obiettivo prevede, tra le varie azioni, di favorire i progetti di riuso dei beni a fine vita e di promuovere i centri comunali per il riuso, anche in sinergia con i centri di raccolta dei rifiuti urbani ed assimilati. L’art. 3, comma 11, in particolare, dispone che la Regione emani apposite linee guida per la gestione dei centri comunali per il riuso. Tali centri hanno la finalità di consentire lo scambio di beni usati per il loro riutilizzo.

Il riuso a Genova

Sono molte le iniziative presenti a Genova che rispecchiano il quadro nazionale si può a partire dai mercatini dell’usato, dalle raccolte e ridistribuzioni di beni usati fino ad arrivare agli artigiani del riciclo creativo, dell’upcycling e  del re-design. Ricordiamo che la Fabbrica del Riciclo (realizzata nella zona Campi e tragicamente distrutta dalla caduta del ponte Morandi nel 2018) è stata la prima iniziativa pubblica di AMIU con finalità di sensibilizzazione al riuso e di educazione ambientale.

Successivamente il progetto europeo HORIZONE 2020 FORCE   dedicato a promuovere l’economia circolare con azioni nel campo della  riduzione dei rifiuti, del riutilizzo e riciclo dei materiali ha individuato tra le best practise un sistema di spazi cittadini dove realizzare il riuso creativo, che sta avendo sempre più un certo peso.

Così da una idea di base molto semplice si vuole favorire la creazione di tante realtà legate al riuso creativo avviare una vera e propria rete di luoghi contraddistinti e identificabili in modo univoco ed è nato così il marchio ‘Surpluse’ dove i cittadini possono donare o far riparare mobili e oggetti o acquistare oggetti di seconda mano evitando in questo modo lo spreco delle materie prime in una perfetta ottica di economia circolare.

Rete SURPLUSE FORCE

Il progetto, ambisce a creare una grande rete a servizio dei cittadini, così nella rete Surpluse sono entrati dei centri già esistenti sul territorio genovese.

Nel centro città (centro est) si trovano:

  • Laboratorio Creativo – Sc’Art Creazioni al fresco
    Si tratta di uno spazio espositivo nel cuore del centro storico in Vico Angeli dove poter scoprire e apprezzare il lavoro collettivo di un gruppo di donne impegnate in un processo di riqualificazione socio-ambientale.
    Segue direttamente il progetto Creazioni al fresco
  • Mani d'oro
    Nella piccola bottega – in Via Canneto il Curto, dopo che la parrocchia delle Vigne ha ottenuto, a titolo gratuito, il locale sequestrato alla mafia – si possono trovare oggetti di recupero, ottenuti dal riciclo, lavori di bricolage, manufatti, piccoli quadri e specchi; col tempo si avvierà anche la realizzazione di restauro di mobili. La bottega viene portata avanti dagli ospiti dell’Opera Segno di Posta Vecchia, un’accoglienza notturna di secondo livello per persone senza fissa dimora. Non si intende realizzare nessun business; gli oggetti si possono acquistare con una semplice offerta per Posta Vecchia.
  • Secondo tempo
    Anche in questo caso un locale della parrocchia precedentemente confiscato alle mafie, in prossimità della chiesa delle Vigne c’è una bottega dove i parrocchiani regalano una seconda vita agli oggetti: bigiotteria, mobili, libri, videogiochi, soprammobili, cornici, anche chicche dal passato, come giochi da tavola ormai introvabili sugli scaffali dei negozi. Da “Secondo Tempo” se ne prendono cura, li rimettono a posto con amore. Chi vuole li può scambiare con qualche oggetto, facendo una sorta di baratto, altrimenti si fa un’offerta valutando insieme il valore di quello che si vuole acquistare. Si cerca di non sprecare merce e oggetti che possono essere riutilizzati da chi ne ha bisogno. Perché è un peccato buttarli via.

Fa parte del progetto la web app TooRNA, iniziativa totalmente no profit generata da genitori per altri genitori, sostenuta da Comune di Genova e AMIU. Rappresenta un regalo alla città con un’azione utile e dimostrativa per ridurre rifiuti e generare comportamenti virtuosi.

Centri a marchio SURPLUSE

La rete Surpluse è in continua espansione, dopo il centro Surpluse aperto nel 2020 in Via Coronata, sono stati inaugurati, nel 2021 il centro di Palazzo Ducale e, a settembre  2023, quello nell’ex mercato di via Bologna nel quartiere San Teodoro. Qui si potrà imparare a riparare oggetti o rivederli sotto un’altra luce e scoprire come evitare gli sprechi. L’ambizione è quella di conquistare l’interesse della popolazione e renderla lei stessa portavoce di una bella realtà da estendere, una rete da replicare e promuovere in altre città. Ciascuna sede manterrà il proprio carattere ma tutte saranno riconoscibili sotto l’identità e l’immagine di  “Surpluse” un brand che propone un neologismo, un nuovo modo di vedere gli oggetti e apprezzare un’estetica dell’imperfetto.

  • Coronata
    A Coronata il centro di riuso è stato gestito con un “Patto di Collaborazione” tra AMIU, il Comune di Genova e il municipio Medio Ponente con associazioni attive sul territorio: Amici di  Coronata, ARCI ragazzi APS e Associazione Pro Loco Cornigliano. Intorno a questo Surpluse si è poi creata una rete ampia e solidale che è un punto di riferimento per il territorio.

    Primo centro Surpluse (fine 2020) è in un locale di proprietà di AMIU, in via Coronata 38 r, 50 metri quadrati dove si concentrano design di alta qualità, cura dei beni comuni e cittadinanza attiva.

    Il centro è gestito con lo strumento di amministrazione condivisa chiamato “Patto di Collaborazione” per la prima volta firmato a più mani con: AMIU, Municipio Medio Ponente e un pool di associazioni come gli Amici di Coronata, ARCI ragazzi APS, Associazione Pro Loco Cornigliano.

    Gli arredi in legno riciclato, che è stato messo a disposizione da AMIU, sono stati realizzati dal centro di educazione al Lavoro Lab 85, su progetto del Dipartimento di Architettura dell’Università di Genova.

  • Palazzo Ducale
    Uno spazio dove una volta alla settimana l’associazione REMIDA Genova distribuisce eccedenze industriali e commerciali perfettamente nuove, utili e bellissimi ad associazioni, scuole, insegnanti e gruppi di volontariato senza scopo di lucro.

    Realizzato grazie grazie al Comune di Genova e tramite il progetto FORCE, il Surpluse Ducale  ha una doppia anima: è un centro del riuso e del riciclo creativo ed è anche il nuovo spazio ReMida Genova, un luogo in cui si promuove l’idea che i rifiuti siano risorse e dove si raccolgono, si espongono e si offrono materiali alternativi e di recupero, ricavati dalle rimanenze e dagli scarti della produzione industriale ed artigianale per reinventarne il loro uso e significato.

  • via Bologna
    Si sta avviando un processo di gestione che permetta di rendere concreta e sostenibile questa realtà sia economicamente, sia ambientalmente e socialmente.

    è ormai una realtà consolidata, un punto di riferimento per il quartiere e per la città. Qui si aggiusta, si riusa, si impara, si condivide. Da quando ha aperto le porte, ha fatto passi da gigante e oggi è ufficialmente iscritto alla rete internazionale dei Repair Café, il primo in Liguria, entrando così a far parte di un movimento globale nato in Olanda nel 2010 e diffuso in tutto il mondo. Un luogo dove la riparazione non è solo un gesto sostenibile, ma un momento di scambio di saperi e competenze tra cittadini.

    Oltre a essere uno spazio di recupero e riuso, il Centro è diventato una vera casa per il quartiere, accogliendo una rete di associazioni che qui trovano spazio per attività e iniziative dedicate alla comunità. È anche sede di eventi e incontri organizzati o promossi da AMIU, che continua a investire su progetti legati alla sostenibilità e alla circolarità.
    Dall’estate del 2024, grazie a un accordo tra AMIU e il Comune di Genova, la gestione è passata ad Assoutenti Liguria, che garantisce l’apertura sei giorni su sette. Questo significa più opportunità per tutti di partecipare, contribuire e scoprire le infinite possibilità del riuso creativo.
    E pensare che tutto è partito da un vecchio mercato comunale abbandonato. Dopo due anni di lavori, è stato trasformato in un laboratorio di idee e progetti, con spazi espositivi, una sala multimediale, un’area di book crossing, angoli per il riciclo creativo e workshop dedicati all’upcycling e alla riparazione. Gli arredi provengono da donazioni del Centro Surpluse di Coronata, da alcuni cittadini e da un mercatino dell’usato, mentre altri sono stati realizzati su misura da artigiani locali, mescolando legno nuovo e di recupero.

    Durante l’inaugurazione, un momento speciale è stato dedicato al ricordo dei colleghi AMIU Bruno Casagrande e Mirko Vicini, tragicamente scomparsi nel crollo del Ponte Morandi. Una targa con i loro nomi è stata scoperta alla presenza dei loro familiari, un segno di memoria che resta nel cuore del Centro.
    Oggi il Centro Surpluse di Via Bologna continua a crescere e a trasformarsi, rimanendo fedele alla sua missione: dare nuova vita agli oggetti e costruire una comunità più attenta e sostenibile. Qui si portano e si ritirano gratuitamente libri per il book crossing (tranne enciclopedie e libri scolastici), dischi in vinile, fumetti e oggetti di piccole dimensioni come vasi, bicchieri e piatti.
    Il riuso è il futuro, e al Centro Surpluse si costruisce ogni giorno.

Il progetto nelle sue varie fasi anche temporali è stata un elemento qualificante e qualificato del progetto FORCE dove sono stati attinti alcuni fondi e attualmente è stato finanziato dal PON METRO REACT EU Asse 6 – Azione 6.1.4 – Progetto GE6.1.4.C “C-City Città Circolare”.